Dumì – No alla Vivisezione

 

“Dumì – No alla Vivisezione” è un corto a tematica animalista, che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della vivisezione in Italia e in Europa.
La mission a cui il corto si ispira è il traguardo della “vivisezione allo zero per cento” (cioè l’abrogo totale, senza distinzione di generi/tipologie di animali). Ciò può verificarsi solo se abbracciamo la causa animalista.
Il primo passo è quello di vigilare presso la Comunità Europea e presso gli Stati esteri, affinchè le norme direttive contro la sperimentazione animale, vengano emanate, applicate e recepite seriamente.
Ancora oggi, la vivisezione causa dolori indicibili a molte specie animali;
Dall’anno 1500, in cui iniziò la sperimentazione animale, fino ad oggi, non è dato sapere quante milioni di vite siano state torturate e uccise.
La storia, il cui protagonista è un topolino di nome Dumì, coglie lo spunto per lanciare un messaggio a favore del rispetto e della vicinanza tra popoli.
soggetto, sceneggiatura, regia: Federico Bason.
sound design: Cabal
cast: Giulio Vircillo, Youssi Mohamed, Giulia Ostan.
Video patrocinato dall’ OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali)..

L’essenziale

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Come scopriamo ciò che per noi è essenziale?
 
Nell’azione, nella pura azione. Non nel pensiero machiavellico o nel rimuginio;
 
 (pag 25)“i fattori costituitivi dell’umano si percepiscono [e noi diventiamo coscienti di essi] là dove sono impegnati nell’azione, altrimenti non sono rilevabili […]. Quanto più uno è impegnato con la vita, tanto più coglie anche nella singola esperienza i fattori stessi della vita. La vita è una trama di avvenimenti e di incontri che provocano la coscienza producendovi in varia misura problemi. Il problema non è nient’altro che l’espressione dinamica di una reazione di fronte agli incontri”.
 
La differenza sostanziale tra il “canto delle sirene” del mondo, che ci vuole tutti consumatori, o al massimo spettatori, e la verità del passo citato sopra è la seguente: bisogna sempre aver memoria (la consapevolezza) di impugnare tra le mani -come una spada- il proprio destino. Il risultato dovrebbe essere/potrebbe essere una coscienza addestrata alle chance del destino stesso. 

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Il Libro della Sapienza

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Pag.13 degli Esercizi 2014, secondo capitolo del Libro della Sapienza:
Come si attiva la dinamica dell’ostilità verso Cristo? Nel non riconoscere l’”istintiva resistenza”. Quella che ci porta a dire: sappiamo tutto di lui, oramai. E’ come se dicessimo: è un rapporto esaurito. Non esiste più il Mistero, non sussiste la corsa per afferrarlo. Ci si accontenta, si è fermi lì, questa è l’autentica sconfitta (la ribellione dell’uomo a Dio).
 
In alternativa alla ribellione (il “conosciamo tutto di Lui”) ho trovato un passo vibrante, con cui si enfatizza la corsa, anzi il salto dell’intrepido (pag 17):  “Scoprire il cielo, dentro i tuoi occhi. Occhi di cielo non abbandonarmi in pieno volo”.
 
Frase così musicale che sembra presa da una canzone rock, incandescente. Bellissima.
 
Di nuovo, giganteggia il Mistero. 

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Il ferro in oro

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Intenzione o esperienza? La differenza è enorme tra il riflettere di fare una cosa (tergiversare, allungare, allungarsi, infine perdersi) e l’esperienza (anzi: L’ESPERIENZA, il dato più alto riconoscibile alla vita).
Cosa può esistere di massimo sulla terra? Potremmo pensare all’amore, oppure al successo, la salute, eccetera. No, è l’esperienza, ciò che determina la pienezza di vita. 
L’intenzione è solo il fiele che distoglie dal rendere concreto il pensiero in azione.
Che inferno peggiore conosciamo di certi pensieri: “avrei voglia di”, “mi piacerebbe ma..” “vorrei questo per me ma…” e l’intenzione rimane appesa là, ingombrante ma vuota.
 L’esperienza muore nella culla soffocata dalla paura. O peggio, dall’ignavia.
A pagina 10 degli Esercizi 2014 si legge così: «L’adulto è chi ha raggiunto l’unità della vita, una coscienza del suo destino, del suo significato, una energia di adesione…»
“…la Sua presenza nella vita, l’unica che può ridurre sempre di più la distanza tra l’intenzione e l’esperienza”.
Infine si parla dellEterna Alleanza, tra Dio e noi, di come essa possa essere  la chiave per concentrarsi sul proprio destino.
Accettare i giorni del sole e della pioggia, sforzarsi di, nelle parole del Gius, “di vivere allaltezza della propria umanità”.
L’eterna Alleanza che Dio ha stabilito con noi (ognuno di noi, singolarmente)  è l’unico tesoro, segreto, che bisogna ricordare per trasformare il ferro in oro (vaga intenzione in luccicante ESPERIENZA).

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La Scommessa – Audiobook di Federico Bason

E’ disponibile su iTunes e su tutti gli store digitali l’Audiobook “La Scommessa”, un allegoria in chiave soprannaturale degli accadimenti dell’11 settembre 2001.

Disponibile QUI Pagina ufficiale Facebook

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Dall’Italia all’America, fino a passare per l’Iraq e l’Iran, l’incubo non conosce sosta, e solo il buio riesce ad allontanare le presenze inquietanti. Chi perseguita Marco, protagonista della storia, si firma con un sigillo, che evoca demoni e rappresenta un caprone. Marco dovrà salvare il suo amico scomparso, salvare se stesso e fuggire dal perfido Amhad Xabrass. Il nemico dichiarato, che non brama la vita degli occidentali, ma desidera strappargli l’anima. Dal terrorismo più crudele sorgerà un manifesto di odio contro la democrazia. All’interno di una cantina si cela un dipinto che…