Cripto-cristianesimo (1/2)

Comprendere l’immaginario vissuto.
Horror anni 80: educativo per alcuni, truffaldino per altri?

Mai avrei pensato che la Cancel Culture potesse “insegnare” qualcosa, eppure…
Andiamo per ordine.
Cos è la Cancel culture? E’ un movimento di pensiero nato in America, diffuso anche in Europa, che mette in discussione i traguardi della società “patriarcale”, ascrivendo a nemico numero uno l’uomo bianco-occidentale-cristiano.
I rivoluzionari della “CC” (d’ora in poi così denominata) parlano del patriarcato come cultura “tossica”, colpevole di ingiustizia verso le minoranze.
E’ una spiegazione sintetica, la “CC” non rappresenta solo una moda, oggi nelle università USA la si insegna, i professori affermano che la caduta delle statue di Cristoforo Colombo sia il primo gesto di emancipazione; la storia (il passato) non deve essere d’ostacolo per autodeterminarsi.
Nella lista dei cattivi non troviamo solo Colombo, ma una buona fetta del cinema horror anni ’80 ’90.

Caccia alle streghe

E’ inevitabile: ban assoluto per le icone del brivido (Jason, Michael Myers e compagnia sanguinante).
Si punta il dito contro la filmografia “slasher” che tanto andava di moda negli anni ’80/’90, i giovani d’oggi sono esposti ai pericoli (addirittura!) del genere horror.
Ma quali sono i pericoli? Forse, la violenza eccessiva?
Nossignore. Secondo la CC questi film sono da censurare perché cripto-cristiani.
Cripto-cristiani?
Che significa?

Ce lo spiega una tizia, megafono alla mano, che in un campus universitario esorta la folla (uno sparuto gruppetto) a non visionare film slasher perché intrisi di “cristianesimo nascosto”.
Per i pochi che non lo conoscono, il genere slasher segue un meccanismo preciso: un serial killer, teenagers/giovani-adulti, il massacro di questi ultimi attraverso armi da taglio. Difficile un accostamento con la religione, eppure…

Segnali nascosti.

Trovo un vecchio articolo su Fangoria (ediz. Italiana) che conferma l’accusa mossa dalla CC: negli anni ’80 ’90 per sensibilizzare gli adolescenti su tematiche come gravidanze indesiderate, abuso di alcol o droga si utilizzava come veicolo di informazioni (anche) i film horror.
Dove non poteva/sapeva arrivare la scuola o la chiesa, ci provava l’intrattenimento, inoculando nelle storie delle vere catechesi.
Lo spettatore tramite la sorte delle vittime assisteva a ciò che non doveva esser fatto e sulle possibili conseguenze (il villain agiva apparentemente a caso, ma interpretava la punizione divina verso una condotta errata).
Il genere slasher gestiva questo aspetto molto bene, non ti accorgevi che i poveri disgraziati -vittime del serial killer- finivano sotto la sua lama perchè dediti chi allo spinello, chi alla fornicazione, chi all’ubriachezza molesta.
“Non ti accorgevi” ho scritto “però rimaneva in mente” aggiungo*.

Conclusione: Sì, un determinato filone horror può definirsi cripto-cristiano.

Veniamo alle domande: la CC rifiuta il cinema in congiunzione (fosse pure nell’ombra) con il cristianesimo, perché?

La presenza di messaggi positivi dovrebbe essere un bene, invece si preferisce cancellarli, perché?
Come per la maschera di Jason e Michael Myers, verrebbe da chiedersi: chi o cosa si nasconde dietro la Cancel Culture?

*Ora un qualunque episodio -per esempio- di “Venerdì 13” ci apparirebbe buffo, per come è ingenuo nel raccontare l’immaginario trasgressivo (l’erba, la birra senza documento, la musica metal), negli slasher moderni si parla di consumi/comportamenti ben più estremi.
Segnalo l’ottimo “Aquaslash”, film del 2020, per comprendere meglio la differenza di stigmatizzazione tra ieri e oggi.

Cripto-cristianesimo (1/2)

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